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Fede antica

Parrocchiale di Santa Barbara

 

Siti: Chiesa di Santa Barbara, Chiesa delle Anime Purganti, Chiesa di Nostra Signora del Rosario, Museo d’arte e arredi sacri, Chiesa di Sant’Antonio
Tipologia percorsi: a piedi
Tempo di percorrenza: intera giornata

In pieno centro storico, una grande e suggestiva piazza accoglie tre chiese disposte una vicina all’altra in maniera tale da formare un triangolo secondo i dettami architettonici del Medioevo.

Tra queste la Chiesa di Santa Barbara è la più antica: edificata nel XIII secolo in stile gotico aragonese su un impianto precedente romanico, ha subito nel tempo vari interventi di ristrutturazione. Oggi presenta una navata centrale con volta a botte e cappelle laterali intercomunicanti. Di particolare pregio l’organo a canne del ‘700, recentemente restaurato che, in occasione di celebrazioni solenni accompagna gli antichi canti religiosi della Sardegna, is coggius.

A un lato della parrocchiale si trova la chiesa delle Anime Purganti, risalente al XVII secolo e di stile tipicamente spagnolo. All’interno la chiesa presenta un’unica navata con volta a botte sormontata da archi a tutto sesto, mentre la facciata esterna è arricchita dalla presenza di un merlo e di un campaniletto. Il presbiterio conserva l’unico esempio di altare ligneo del XVII secolo oggi completamente recuperato. Da qui in occasione della Pasqua parte il corteo religioso per il tradizionale “Incontro” al quale prendono parte i confratelli della confraternita del Rosario e i numerosissimi devoti.

La terza chiesa è l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario, un tempo sede dell’omonima confraternita, risalente agli inizi del Seicento anche se il suo aspetto attuale riflette lo stile barocco della metà del XVIII secolo. All’esterno presenta un piccolo loggiato con copertura a capriate che è stato ricostruito in seguito al crollo causato dalla nevicata del 1956.. Attualmente la chiesa ospita il Museo d’arte e arredi sacri, istituito nel 1998, che accoglie manufatti e suppellettili appartenuti alla Confraternita del Rosario e opere artistiche di pregio come alcune opere lignee attribuite a Giuseppe Lonis, celebre artista sardo del Settecento.

Spostandosi dalla parte alta del paese verso la via Roma, si raggiunge l’antico rione di Sant’Antonio caratterizzato dalla presenza di strette stradine, leggere salite, grandi portali e dalla parrocchiale di San’Antonio: la chiesa è dedicata ad uno dei santi più venerati del paese e della Sardegna.

Ogni anno questi antichi santuari vestono i colori della festa e si animano di fedeli, di gruppi in abiti tradizionali, di traccas (carri a buoi decorati per la festa), di cavalli e cavalieri che accompagnano i santi in processione lungo le vie del paese. Ma la devozione dei Villacidresi ha origini antiche e non ha dimenticato altre antiche ricorrenze che richiamano tradizioni importanti dediacate a santi che non hanno un santuario a loro dedicato:

  • la festa di Santu Antoi ‘e su fogu, in senso letterario Sant’Antonio del fuoco, così viene chiamata in sardo la festa che si svolge il fine settimana più vicino al 17 gennaio. Tradizione vuole che venga acceso un grande falò in suo onore e che gli agricoltori vadano a raccogliere le ceneri benedette per spargerle, come segno propiziatorio, sui campi per la loro fertilità;
  • la festa di Sant’Isidoro, il santo dei contadini, che si svolge nel mese di maggio con un ricchissimo corteo di fedeli, figuranti e carri.
     

Risorse correlate

Video su Chiese e Piazze
 
Chiesa delle Anime Purganti
 
Chiesa di Nostra Signora del rosario
 
Chiesa di Sant'Antonio
 
Altare al Museo d'Arte e arredi sacri
 
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