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Le strade del grano

Grano

 

Siti: Mulino Cadoni, Montegranatico, panifici artigiani
Tipologia del percorso: a piedi, in auto
Tempo di percorrenza: mezza giornata, intera giornata

Per lungo tempo la storia della Sardegna e dei sardi è stata storia del grano, da cui essi hanno tratto l’alimento principale, il pane. Tutto ruotava attorno all’economia del grano, la buona o cattiva annata si misurava in base al quantitativo di raccolto e il bene più prezioso in ogni casa era il grano, come fonte di vita primaria.

Proprio perché prezioso, il grano veniva custodito all’interno do appositi contenitori come la cassa panca, era fondamentale preservarlo e averne cura, da esso si otteneva l’alimento principale. La sposa portava i corredo “su strexu ‘e fenu”, una sorta di set di cesti, corbule, settaci, mattarello, ecc strumenti indispensabili per l a panificazione. Ad essi era destinato uno spazio apposito: sa dome ‘e farra, stanza in cui venivano alloggiati, regno indiscusso delle donne, dove gli uomini e i bambini non avevano accesso durante le giornate di panificazione.

Molti di questi antichi strumenti sono ancora oggi conservati da collezionisti e appassionati; la piccola esposizione etnografica, a cura della Proloco, da uno spaccato di vita quotidiana e racconta molto di grano e di pane. Non è un caso che la stessa, insieme al museo Civico Archeologico, siano ospitate all’interno del Montegranatico ovvero il Monte del grano, istituito a Villacidro nel 1767. La struttura, presente in tutti i paesi della Sardegna, aveva un ruolo fondamentale nell’economia contadina e custodiva al suo interno la fonte di vita più preziosa e garantiva anche ai più poveri la possibilità di seminare ogni anno i propri campi.

Testimonianze di epoca nuragica raccontano ancora di grano all’interno del Montegranatico: antiche macine in pietra sulle quali le donne stavano chine a lungo, sostituite poi dalle piccole macine domestiche, il cui ritmo scandiva fin dall’alba il tempo e le giornate dei contadini. Le piccole mole sono state poi sostituite dai moderni impianti, l’ultimo sopravissuto a Villacidro è il Mulino Cadoni.

L’imponente struttura, articolata su tre livelli, ospitava le macchine “moderne” per la macina e per la lavorazione del grano. Il Mulino è adiacente al Lavatoio, a poca distanza dal Montegranatico e racconta, ancora oggi, innumerevoli storie di grano. Non basta, Villacidro è ancora paese del grano e del pane; sono numerosi i panifici che continuano la tradizione antica producendo i tipici pani locali: civraxu, coccoi, pistoccu e molti altri. Passeggiare per le vie del centro, riserva golose sorprese: in alcuni momenti della giornata, il profumo del pane e dei dolci pervade le strade e invita alla scoperta di sapori antichi. Molti panifici, su richiesta, aprono i propri laboratori ai più curiosi e mostrano la lavorazione del pane, ancora fatta secondo antiche ricette.

Al grano sono tributati grandi onori in molte occasioni e feste tradizionali e religiose: a Capodanno, è antico gesto ben augurale per l’anno appena iniziato, offrire su trigu cottu, grano bollito e insaporito con sappa o miele; per la Pasqua, il grano viene piantato in vasi e coltivato al buio in modo da divenire candido, su nenniri, e poi messo sull’altare in offerta alla Madonna e a Gesù risorto; a maggio, grandi onori al grano, ai campi, alla civiltà contadina con la festa dedicata a Sant’Isidoro.
 

Risorse correlate

Filmato Le strade del Grano
 
Interno del Mulino Cadoni
 
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